Lettura & Poesie

La chimera

Pubblicato il Gaia Benedetti

La Chimera era a guardia di Alcatraz

La famigerata prigione sul mare di San Francisco, California. Era stata arruolata il giorno in cui la trovarono davanti alla prigione in una cesta, con un biglietto in cui era scritto: “Lei è la Chimera, un mostro feroce, che sarebbe perfetto per non far evadere i prigionieri di Alcatraz”.

Il problema era che la Chimera, essendo cresciuta ad Alcatraz con gli umani, non era affatto feroce.

Aveva la testa e il corpo di leone, un serpente per coda e una testa di capra che le spuntava dalla schiena, ma la testa di leone era vegetariana, il serpente aveva l’apparecchio ai denti e, infine, la testa di capra non aveva le corna; essendo erbivora, non era di alcun aiuto.

La Chimera era nata per sbranare gli umani

Invece mangiava con forchetta e coltello, dormiva in un letto, leggeva i libri; quando vedeva un ragno si spaventava… Ma soprattutto aveva imparato a parlare! Ovviamente, avendo la mente di un animale, credeva che esistesse solo quell’isola in tutto il mondo. Comunque era già molto intelligente.

La Chimera non aveva idea del fatto che lei dovesse essere feroce e comportarsi da animale, perché si sentiva proprio un’umana.

Un giorno, mentre era di guardia

In prigione entrò un certo Roger Linasliv, che era assegnato nella zona D, cella 42. La zona D era di responsabilità della Chimera tra le 13:00 e le 24:00.

Solitamente lei chiacchierava con i prigionieri e li rendeva buoni, così, quando conquistavano la libertà vigilata, conducevano una vita onesta. Per questo motivo i criminali erano diminuiti così tanto che entravano solo prigionieri condannati a qualche mese.

Ma Roger Linasliv

Era un vero criminale: era stato condannato a cinquant’anni di prigione per aver ucciso venti persone innocenti e non se pentiva. Quando la Chimera tentava di parlare con lui, le rispondeva: “Adesso non mi va di parlare, magari più tardi”, ma quel “più tardi” non arrivava mai.

Però, la Chimera era ostinata a parlargli e a farlo diventare un cittadino civile ed educato. Dopo qualche anno,  era riuscita a parlargli. Ma non riuscì a convincerlo. Lei, osservandolo mentre maltrattava gli altri e non portava rispetto alle guardie, si sentì un istinto salire dallo stomaco.

Un giorno, poiché aveva mancato di rispetto al suo capo

La Chimera venne spostata nella zona C e, stando per un po’ lontana da quel tipo, ritornò simpatica e gioiosa come prima. Dopo qualche mese fu spostata nuovamente nella zona D: c’era ancora Roger Linasliv.

Una sera verso le 23:20

Quando la Chimera era di guardia, Roger Linasliv decise di evadere dalla prigione. Lei se ne accorse e lo fermò, per questo fu condannato a vita.

Roger Linasliv non parlò più con la Chimera e lei ne era felice. O meglio: credeva di esserne felice, perché in realtà sentiva un vuoto senza la cattiveria di Roger.

Così un giorno si alzò dal letto

Camminò a quattro zampe e fece colazione mangiando direttamente con la bocca. Ma non le uova, non le piacevano, mangiava solo il bacon. Non parlava. Mentre lavorava, le saliva la voglia di mangiare, ma non era una fame normale, era la voglia di uccidere qualcuno e mangiarselo.

Di lì a poco la Chimera si trasformò in un mostro spietato

E la dovettero esiliare su un’isola in mezzo all’Oceano Pacifico.

Così rimase lì, anche se con l’apparecchio ai denti del serpente; alla testa di capra crebbero le corna e il leone diventò carnivoro.

Gaia Benedetti  (IA media)