Scienza & Ambiente

“Non è la specie più forte o la più intelligente a sopravvivere, ma quella che si adatta meglio al cambiamento.”

Pubblicato il Sara Falco

“Non è la specie più forte o la più intelligente a sopravvivere, ma quella che si adatta meglio al cambiamento.”

Nel corso dei secoli molte specie, sia animali che vegetali, hanno subito un cambiamento altre, invece, si sono estinte non perché più deboli o meno intelligenti ma perché erano mutate le condizioni di vita; quelle che sono “sopravvissute” avevano delle caratteristiche tali che l’adattamento alle nuove condizioni, seppur lento, ha consentito loro di sopravvivere.

È la prima volta che mi trovo costretta a rimanere in casa per tanto tempo e da tanto tempo!

All’inizio sembrava divertente: potevo dormire di più, finire di vedere un film la sera, non affannarmi a svolgere compiti quotidiani, cambiare un po’ le routine … insomma era come essere in vacanza.

Poi si è innescata una routine molto strana dalla quale non riesco ad uscire, o meglio, non sempre riesco a interrompere. La mattina diventa sempre più difficile alzarsi, le notti hanno un ritmo sonno –veglia alternato, la sera crollo alle 21.30 e il mal di testa mi perseguita. Difficilmente abbandono il pigiama: all’inizio della quarantena sceglievo cosa indossare e mi truccavo un po’, ora non lo faccio più.

I pasti sono una catena di montaggio: aiuto a preparare la tavola, sparecchio mentre mamma carica la lavastoviglie e poi di corsa al PC per la lezione, i compiti, la presentazione … il PC ! Il PC comincia a nausearmi: il monitor si trova davanti ad una grande finestra, nella stanza dei miei, è una posizione molto particolare perché questa finestra affaccia su una corte interna e, da qui, ho iniziato ad osservare i miei vicini.

Loro hanno una routine fantastica: alle 10 escono, sul terrazzo del condominio di fronte al mio, due ragazzine che giocano, fanno ginnastica, ballano fino alle 11; poi arriva un tizio che si mette a girare intorno per un’oretta, poi…il silenzio fino 14.30/15 quando su un’altra terrazza si alternano i membri di una famiglia (l’ho dedotto perché non li conosco..ancora): uno sta al telefono e discute per ore, l’altra cerca di fare ginnastica, un altro è proprio fissato con il fitness: salta, corre, fa sollevamenti pesi…un palestrato ed io…sto al PC !

Avevamo studiato un piano per godere anche noi di un po’ d’aria e di evitare la totale sedentarietà, ma non ci siamo riuscite. Forse potrei salire tra una decina di minuti appena finito tutto, ma mi troverei da sola a guardare il sole tramontare ed è passato il 50° di “reclusione”.

Mi manca il tempo libero, mi mancano le amiche, mi manca il poter chiacchierare dal vivo, mi mancano i nonni, poter passare del tempo senza pensare a nulla, anche solo per un’ora.

Se questo continuerà ancora a lungo spero di essere in grado di  modificare le mie priorità e fare in modo che una mia priorità sia pensare di stare bene, perché ora non mi sento affatto bene.

 

Sara Falco

(III media A)