Lettura & Poesie

Tolkien: un viaggio inaspettato

Pubblicato il Sofia Barilari

Il 2017 è l’anno tolkieniano: ricorre il 125esimo anniversario della nascita dell’autore , il 50esimo dalla pubblicazione di “La compagnia dell’anello” in Italia, il 60esimo da “Lo Hobbit”, il 55esimo da “Le avventure di Tom Bombadil” e il 50esimo da quella di “Il Silmarillion”.

Brevi cenni sull’autore 

John Ronald Reuel Tolkien nacque in Sudafrica il 3 gennaio 1892, ma tornò presto in Inghilterra, dove studiò all’Exeter College di Oxford. Partecipò alla famosa battaglia delle Somme durante la prima guerra mondiale. Nel 1925 divenne professore di filologia anglosassone all’università di Oxford dove conobbe altri scrittori celebri come C.S. Lewis, autore di “Le Cronache di Narnia”. 

Nel 1945 gli venne affidata la cattedra di lingua inglese e letteratura medievale del Merton College. Nel 1937 pubblicò “ Lo Hobbit“, che ebbe molto successo anche se considerata inizialmente come un’opera per bambini. Successivamente scrisse “ Il Signore degli Anelli” e ” Le avventure di Tom Bombadil” ma non riuscì mai a concludere “Il Silmarillion“, pubblicato postumo da suo figlio Christopher. Morì il 2 settembre 1973. La sua opera ha influenzato tantissimi artisti in tutti i campi.

Da dove nasce il mondo di Tolkien?

Tolkien era un filologo, conosceva ben 16 lingue ed era esperto soprattutto di letteratura medievale. Infatti, per scrivere gran parte delle sue opere, s’ispirò a due leggende: “Beowulf” e “Sir Gawain e il Cavaliere verde“. Quest’ultima lo affascinava perché rappresenta la crisi della figura del cavaliere che è costretto ad affrontare una prova di lealtà, cercando di non cadere in tentazione, ma alla fine si scopre umano anche lui e finisce per cedere.

Conosceva anche “L’Orlando Furioso” di Ariosto (pensiamo per esempio all’anello di Angelica che rende invisibili). Tuttavia, per la prima volta cambia qualcosa. Non si è più alla ricerca di un qualche oggetto anche se una missione è sempre presente.

Le storie di Tolkien sono ambientate nell’universo di Arda, specialmente nella Terra di Mezzo, dove vive ogni sorta di creatura, dagli elfi, ai nani, dagli uomini agli hobbit ( mezzuomini) e ancora, creature malvagie come draghi e orchi o potenti come gli stregoni. Si tratta di storie che narrano imprese di ogni genere. In “Il Silmarillion” si tratta soprattutto della creazione dell’universo e di tutte le creature che lo popolano.

 

 

In “Lo Hobbit” si parla di un Hobbit di nome Bilbo Baggins che parte per aiutare dei nani a riprendersi la loro casa,la Montagna Solitaria, che è stata tolta loro da un drago, Smaug. In ” Il Signore degli Anelli”, il cugino di Bilbo, Frodo, parte per una missione per distruggere un anello del potere, usato da Sauron, “l’oscuro signore”, per controllare tutto il mondo.

Il mondo di Tolkien ha alla base un amore per le lingue, soprattutto gallese, anglosassone e finlandese, che lo porta a crearne di nuove, quali per esempio il linguaggio elfico, quello degli ent, dei nani,degli uomini e ancora, il linguaggio nero di Mordor. Quest’ultimo venne creato per esempio a partire da parole inglesi che trovava sgradevoli o da lingue celtiche. Per esempio la parola nazgûl, è formata da due parole irlandesi che vogliono dire spettro e anello, quindi ” spettri dell’anello”.

L’opera di Tolkien è molto particolare anche perché entra in crisi la figura dell’eroe arturiano, cioè portatore di valori aristocratici, coraggioso, forte, fedele al re e cortese con le donne. Infatti, gli eroi sono, come diceva Tolkien, “ordinary men” e spesso falliscono  nelle loro imprese o sono colti da molti dubbi.  Sono persone che non desiderano la gloria personale o una bella morte, ma si battono per la sorte collettiva, per salvare la loro terra che tanto amano.

Per saperne di più potete visitare il sito di Rai Radio 3, che sta dedicando alcuni episodi a Tolkien proprio in occasione dell’anno Tolkieniano.

 “È come nelle grandi storie, padron Frodo, quelle che contano davvero, erano piene di oscurità e pericolo, e a volte non volevi sapere il finale, perché come poteva esserci un finale allegro, come poteva il mondo tornare com’era dopo che erano successe tante cose brutte, ma alla fine è solo una cosa passeggera, quest’ombra, anche l’oscurità deve passare, arriverà un nuovo giorno, e quando il sole splenderà sarà ancora più luminoso, quelle erano le storie che ti restavano dentro, anche se eri troppo piccolo per capire il perché, ma credo, padron Frodo, di capire ora, adesso so, la persone di quelle storie avevano molte occasioni di tornare indietro e non l’hanno fatto… andavano avanti, perché loro erano aggrappati a qualcosa.”