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La Roma di Claudio Ranieri

Pubblicato il Alessandro Pivano

Come giocherà la Roma di Claudio Ranieri?

A otto anni di distanza dalle dimissioni presentate a Rosella Sensi, Claudio Ranieri torna alla Roma per iniziare la sua terza avventura nella Capitale, la seconda come allenatore. Dopo lo Scudetto sfiorato al primo anno e una stagione successiva povera di soddisfazioni, il tecnico testaccino si riveste di giallorosso prendendo una squadra reduce dall’eliminazione in Champions League.

Tante cose sono cambiate dal 2011 a oggi, basti pensare che di quella Roma è rimasto il solo De Rossi. Ma anche la reputazione di Ranieri è diversa, se prima era uno che “a settant’anni non aveva mai vinto niente di importante” (così disse Mourinho), ora nel suo biglietto da visita compare il miracolo Leicester. Roba mica da tutti. Pure stavolta “King Claudio” entrerà in corsa a campionato iniziato: nel 2009 sostituì Spalletti ai primi di settembre, adesso avrà quasi tre mesi per guadagnarsi la riconferma. Dodici partite per portare nell’Europa che conta davvero una squadra da ricostruire mentalmente e tatticamente.

Proprio Ranieri aveva difeso l’operato di Di Francesco a inizio stagione, criticando in modo nemmeno troppo velato le scelte della dirigenza in fase di calciomercato. L’amore per la Roma ha avuto però la meglio, e il richiamo della sua città è stato troppo forte per rispondere negativamente alla chiamata della società capitolina. Il modulo preferito di Ranieri è il 4-4-2, con questo schieramento si è laureato campione d’Inghilterra. Ma la specialità dell’allenatore romano è basare la tattica sui calciatori a disposizione, per questo non è scontato che la squadra giallorossa venga disposta in quel modo. Ad esempio, nella precedente esperienza alla Roma, il 4-4-2 venne spesso alternato a un 4-2-3-1 di spallettiana memoria e al 4-3-1-2.

Se un ritorno al rombo di centrocampo sembra difficile, viste le tante ali in rosa, non sono decisamente da scartare gli altri due moduli, considerando pure che spesso, nell’ultimo periodo, De Rossi e compagni hanno giocato con i tre trequartisti dietro il centravanti. Meno possibilità pare invece avere la difesa a tre, quasi mai usata da Ranieri, eccezion fatta per la poco felice parentesi al Fulham.

La Roma con il 4-4-2

Così in campo: Olsen; Karsdorp, Manolas, Fazio, Kolarov; Zaniolo, De Rossi, Pellegrini, Perotti; Schick, Dzeko.

Nel primo dei due scenari al momento più probabili, la formazione capitolina assumerebbe sembianze simili a quelle del Leicester campione d’Inghilterra.

Linea difensiva più bassa?

questa soluzione potrebbe giovare sia a Fazio che a Olsen. L’argentino ha spesso sofferto contro avversari più veloci di lui, ma il precedente Huth-Morgan insegna che Ranieri sa bene come comportarsi con uno o addirittura due centrali che non fanno dell’accelerazione la loro arma principale. Per quanto riguarda Olsen, il portiere si troverà più a suo agio con meno metri scoperti davanti a sé, similmente a quanto accade con la “schiacciatissima” difesa della nazionale svedese.Sempre nel reparto arretrato, sulla fascia destra, potrebbero trovare più spazio Karsdorp e Santon, con Florenzi che verrebbe di nuovo avanzato sulla linea dei centrocampisti.La coppia centrale di mediani sarà probabilmente composta da De Rossi e Pellegrini, con quest’ultimo schierato da mezzala classica. Da un tandem all’altro, quello offensivo dovrebbe essere formato da Dzeko e Schick, anche se i due, insieme, non hanno mai dato i frutti sperati.

La Roma con il 4-2-3-1

Così in campo: Olsen; Kasdorp, Manolas, Fazio, Kolarov; De Rossi, Pellegrini; Under, Zaniolo, Perotti; Dzeko.

L’altra soluzione tattica è rappresentata da un 4-2-3-1, in cui a variare, rispetto all’ipotesi precedente, è soprattutto il reparto offensivo. Negli interpreti sarebbe un modulo più improntato all’attacco, vista la presenza, in aggiunta a Dzeko, di due ali pure come Under e Perotti (o El Shaarawy) e di un trequartista bravo in entrambe le fasi come Zaniolo.

In questo schema potrebbe tornare di moda Pastore, che avrebbe così modo di esprimersi nella sua posizione preferita. Inoltre, resta da capire anche in questo caso il ruolo di Florenzi:terzino, ala o centrocampista avanzato, un po’ come Perrotta e Nainggolan prima di lui. Il classe ’91, spesso con Andreazzoli e una volta pure con Spalletti (in un Roma-Inter), è stato già impiegato in quella posizione con buoni risultati.

4-4-2 o 4-2-3-1?

che sia, il modo di giocare sarà comunque molto diverso da quello visto con Di Francesco in panchina. L’allenatore abruzzese è cresciuto con le direttive di Zeman, Ranieri lo ha fatto seguendo Sacchi. La nuova Roma cercherà innanzitutto la compattezza e il pressing, sfruttando i contropiedi con la velocità degli esterni e le capacità di inserimento dei centrocampisti.